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Parco del Beato Bertrando

Verso la fine del 1999 l'Amministrazione comunale di Martignacco ha avviato il percorso burocratico per il riconoscimento del biotopo con i suoi prati stabili contenuto nel Parco Agricolo Comunale detto dei "Prati del Beato Bertrando".

La povertà d'acqua ha risparmiato questo territorio dallo sfruttamento intensivo, consentendo la conservazione di ricchezze floro-faunistiche rilevanti nel luogo in cui la tradizione popolare vuole che abbia trovato la morte il Patriarca di Aquileia Bertrando di San Genesio, quando correva l'anno 1350.

 

Il parco

Il Parco dei Prati del Beato Bertrando si estende su circa 230 ettari che includono terreni coltivati, prati e piccoli boschi. I percorsi, utilizzabili dai mezzi agricoli, in bicicletta e a piedi, sono corredati di cartellonistica esplicativa che permette di riconoscere ed apprezzare le essenze vegetali e le peculiarità della zona.

L'area offre la possibilità di fruizione per escursioni, didattica ambientale e osservazione della fauna e della flora. In particolare nei mesi primaverili i prati raggiungono la massima fioritura e in autunno le farnie e le altre specie vegetali si tingono di una miriade di colori.

 

I prati stabili e il biotopo

Custodito e protetto all'interno del Parco si trova il Biotopo dei Prati della Piana di Bertrando: circa 30 ettari di prato stabile dei quali parte "originari" ossia derivanti dal disboscamento operato in epoca Romana e mai sottoposti a messa a coltura. Il mantenimento dei prati è legato al loro utilizzo per l'alimentazione del bestiame ed all'applicazione di pratiche agricole rispettose dell'ambiente: contenute concimazioni e assenza di irrigazione.

Tali prati sono veri e propri scrigni di biodiversità dove con occhio attento, si possono individuare più di 70 specie erbacee incluse alcune splendide orchidee, il gladiolo ed il Dianthus sanguineos.

 

Il paesaggio agrario

I prati stabili sono incastonati in un godibile contesto agrario, un tempo tipico della pianura friulana, ma oggi in molti luoghi minacciato dagli insediamenti urbanistici ed industriali da un lato e dall'agricoltura intensiva dall'altro.

I cardini del paesaggio sono le siepi, i filari di gelso, testimoni dell'ormai scomparso allevamento dei bachi da seta, le boschette. In questa cornice trovano posto i prati, i campi coltivati ed alcuni alberi notevoli. Sullo sfondo, nelle giornate terse, si stagliano le Prealpi e la cima del Canin. All'alternarsi delle stagioni, i colori mutano offrendo scenari diversi e caratteristici.

 

Il Lavia

E' un corso d'acqua a carattere torrentizio che nasce sulle colline a Nord di Martignacco e si perde nel terreno permeabile a sud di Pasian di Prato. Sulle sue sponde naturali sono ancora visibili tratti di muretti a secco e diverse specie arboree ed arbustive quali l'evonimo, il viburno, il caprifoglio, il sanguinello, il biancopsino ed il nocciolo.

 

La starna e altri uccelli

Diverse specie di uccelli abitano il Parco, sia in forma stanziale che di passo, cosa che rende il luogo interessante anche per gli appassionati del bird-watching. Tra queste vi sono alcuni rapaci diurni come la poiana ed il gheppio, alcune specie ripariali come le ballerine inoltre i picchi, lo zigolo giallo, la cappellaccia, e diversi fasanidi: la quaglia, la starna ed il fagiano.

Per potenziare la presenza della starna, la Provincia di Udine sostiene un progetto che coinvolge diversi Comuni dell'area. Nel corso del 2003 nel Comune di Martignacco è stata stimata la presenza di 70 coppie di starna per un totale di 950 uccelli presenti in autunno.

 

Il Comune organizza visite guidate al parco per scolaresche e gruppi.

Per informazioni: Comune di Martignacco - Tel. 0432/638411





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